“Hai un amico in me”: dalla scienza al trattamento, il ruolo dei lattobacilli vivi per la pelle
Dr. Marco Pignatti
Specialista in Dermatologia, Esperto in Dermobiotica
Nel primo articolo abbiamo esplorato come la nostra cute ospiti un vero e proprio ecosistema vivo e dinamico. Ma una volta compresa l’importanza di questo equilibrio (eubiosi), la domanda fondamentale per la dermatologia moderna e la dermocosmesi diventa: è possibile interagire in modo mirato con questo microcosmo per ripristinare la salute della pelle?
La risposta risiede nella modulazione del microbiota cutaneo, un cambio di paradigma etico e scientifico che abbandona i vecchi concetti di sterilizzazione aggressiva per abbracciare strategie di nutrizione, protezione e riequilibrio selettivo.
Oltre il concetto di "sterilizzazione": il paradigma della dermobiotica
Per decenni, l’approccio classico al trattamento di molte condizioni cutanee (dall’acne alla dermatite seborroica) si è basato sull’eradicazione indiscriminata della flora microbica mediante l’uso di detergenti aggressivi, disinfettanti o antibiotici ad ampio spettro o trattamenti topici d’urto.
Oggi sappiamo che questo approccio danneggia le specie commensali benefiche, compromette la funzione barriera e finisce spesso per favorire la ricolonizzazione da parte di ceppi patogeni opportunisti o resistenti.
Modulare il microbiota significa invece:
Lattobacilli vivi: la svolta della sospensione oleosa
Fino a oggi, l’utilizzo di batteri vivi nelle formulazioni topiche ha incontrato un grande ostacolo tecnologico: la presenza di acqua nelle creme e nei fluidi tradizionali innesca la riattivazione precoce dei microrganismi o ne provoca la rapida degradazione durante la conservazione nel flacone.
La soluzione formulativa più innovativa per superare questo limite è l’impiego di una sospensione oleosa anidra (priva di acqua):
Il ruolo dei lattobacilli nelle principali manifestazioni disbiotiche
L’apporto diretto di lattobacilli vivi risulta particolarmente prezioso in tutte quelle condizioni in cui l’equilibrio del microambiente cutaneo appare compromesso o alterato:
| Condizione Cutanea | Meccanismo di Disbiosi | Ruolo dei Lattobacilli vivi |
|---|---|---|
| Pitiriasi Versicolor e Dermatite Seborroica | Sovraproliferazione e viraggio patogeno di lieviti del genere Malassezia | Competizione biologica sul microambiente e ripristino del pH sfavorevole allo sviluppo dei lieviti |
| Pelle a tendenza acneica | Alterazione della biodiversità ceppo-specifica di Cutibacterium acnes e infiammazione follicolare | Modulazione dell'ecosistema locale e contenimento della proliferazione dei ceppi pro-infiammatori |
| Cuoio capelluto con forfora e desquamazione | Accelerazione del ricambio epidermico indotta da irritazione microbica | Azione lenitiva e riequilibrante diretta sul microambiente periannessiale |
| Secchezza, fragilità e arrossamenti | Compromissione del film idrolipidico e perdita della funzione barriera | Ripristino del mantello acido epidermico e sostegno alla rigenerazione eubiotica del tessuto |
Il futuro della cura della pelle: verso una dermatologia personalizzata
Comprendere la modulazione del microbiota significa fare un salto di qualità nella cura quotidiana della cute. Non si tratta più solo di “idratare” o “detergere”, ma di gestire un ecosistema complesso per prevenire la disbiosi cutanea, ridurre la frequenza delle riacutizzazioni infiammatorie e mantenere la funzione barriera in salute.
Le formulazioni di nuova generazione integrano la conoscenza clinica con attivi dermocompatibili, consentendo di trattare la pelle non come una superficie da correggere dall’esterno, ma come un tessuto vivo capace di autoregolarsi se messo nelle giuste condizioni biologiche.